Destini

Rifletto, alla notizia della morte di Antonio Megalizzi. Un altro bastardo e crudele destino ha strappato un’altra giovane vita nel pieno dei suoi sogni.

Guardo le immagini di questo ragazzo sconosciuto eppure così vicino alla mia anima di mamma, e rivedo il mio ragazzo, pieno di energia, di fantasticherie, di desideri e speranza.

Penso, che una sorte infame vestita di un abito diverso, ha colpito due ragazzi che alla voglia di vivere avevano appena aperto la finestra. Il mio Emi, con la sua videocamera, il suo terzo occhio, e Antonio, con la sua voce calda e solare, a raccontarsi come cittadini europei.

Rifletto, a quello che sta provando la mamma di Antonio. La vita di mio figlio si è fermata per un cuore che lo ha lasciato su un marciapiede, in un nanosecondo. Quella di Antonio, sempre su un marciapiede, ma per mano di un individuo che, perdonatemi, non ho una sola parola per definire.

I sogni dei nostri figli sono i nostri sogni, e quando questi si spengono per sempre, tutto intorno sembra fermarsi, immobilità soffocante. Un filo, estraneo e invisibile, mi lega alla mamma di questo ragazzo, alla quale ora so di non poter regalare parole, perché non ce ne sono.

E a sua sorella. Che immagino perfettamente ciò che sta vivendo, mia quotidianità guardando mio figlio, il mio figlio terreno.

Che per affrontare il suo primo Natale senza il fratello, mi ha detto che lo immaginerà in vacanza con la sua ragazza. Così sembrerà un Natale normale, nella sua innaturale e crudele condizione.

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