Sai che accade ma mai pensi possa accadere a te

Sai che accade ma mai pensi possa accadere a te.

Pensi a tutte quelle mamme che hanno perduto i loro figli, e pensi a loro limitandoti a immaginare, nella certezza di non poter lontanamente capire cosa stanno provando.

Da mamma a mamma puoi ipotizzare il loro dolore, puoi sentirlo grande ma non riesci a dargli un peso, un carico. Poi, un giorno qualunque, in un anno qualunque e a un’ora qualunque, la tragedia più grande che possa accadere a una madre ti fa saltare il fosso, e ti ritrovi dall’altra parte, dalla parte di tutte quelle mamme che hai pensato con sconosciuto affetto e compassione, ma delle quali non riuscivi a capire il loro immenso drammatico dolore.

Ora, sei anche tu una mamma tra terra e cielo, una mamma che non avrà modo di stringere a se suo figlio, mai più, una mamma a metà.

E iniziano tante domande, prima tra tutte: può influire il modo in cui una mamma perde il proprio figlio? Mi spiego. Il mio Emiliano ha avuto un arresto cardiocircolatorio fulminante, il suo cuore, a detta del medico legale e del mio medico di fiducia, si è fermato con un click, come un interruttore che decine di volte in un giorno tutti premono per accendere e spegnere qualunque tipo di apparecchio elettronico.

Quando è accaduto, anzi qualche giorno dopo (nell’imminente ero chiusa nella mia bolla, fagocitata a staccarmi dalla realtà), mi sono detta: era meglio una malattia?

Magari ce la saremmo giocata insieme la vittoria, magari avremmo lottato per cambiare le carte in tavola. Magari avremmo vinto noi. O forse no.

E allora mi sono detta che sarebbe stato ancora più doloroso, vedere il proprio figlio soffrire, sperare, lottare ma poi arrivare allo stesso traguardo raggiunto da mio figlio in un nanosecondo.

Mi sono detta la malattia è vero te la giochi, ma se poi vince lei, hai dovuto anche assistere, impotente e fragile, alla sofferenza di tuo figlio. Dolore su dolore. Ma è lo stesso dolore che ha investito me, a sentirmi dire che mio figlio, apparentemente sano, aveva invece un cuore ballerino che ha deciso senza alcun preavviso di fermarsi.

Tutti a ripetermi la stessa cosa: come il cuore di Astori, campione di calcio ultimo in ordine di tempo per quanto alla cronaca, super controllato a livello medico eppure anche lui con un cuore che di punto in bianco ha deciso di staccare la spina.

Nessuna possibilità di giocarcela, anzi ignorando del tutto il nemico numero uno della vita. Che però era dietro l’angolo, pronto a colpire senza preavviso e senza occasione alcuna di potercela giocare. Una malattia ti può preparare al concetto di morte, una morte improvvisa invece lascia senza parole… tutte sciocchezze, che ti assalgono quando vivi come me, come noi mamme immerse in una angoscia eterna che mai ti abbandonerà.

Sciocchi pensieri che investono chi vive un dramma così grande. Perché il problema non è come tuo figlio arriva allo sleale e traditore traguardo della sua vita. Il problema è che tuo figlio è arrivato a quel traguardo bastardo prima di te.

E allora ho pensato che no, qualunque morte porta via tuo figlio, è comunque una morte disonesta e scorretta. Non importa il modo in cui se ne va, quello che distrugge è che, comunque, tuo figlio se ne è andato via per sempre, contro la sua volontà, se ne è andato per sempre.

Se ad andarsene è un figlio, per una mamma sopravvivere è innaturale.

E non solo per una mamma.

Una risposta a “Sai che accade ma mai pensi possa accadere a te”

  1. Ora non hai più bisogno della telecamera. Puoi vedere sicuramente il vuoto che hai lasciato, e lì intorno dobbiamo sistemare i nostri giorni. A noi resta il fermo immagine della tua breve ma meravigliosa vita. MERAVIGLIOSA perché in così poco tempo hai lasciato dietro di te tanto amore, tanto affetto, tanta stima. Perché non conoscevi mediocrità, ipocrisia, egoismo. Ti sei mosso tra musica, colori, sport ed in tutto hai messo il cuore, lo stesso cuore che metti nei nostri ogni istante!
    Sempre con noi ❤️

    Questo sono riuscita a scrivere ieri sera, anticipando questa giornata che è più pesante delle altre solo nel numero.
    La condivisione del dolore non ci fa CAMMINARE DA SOLI. Emiliano ce lo chiede!!!
    Sorelle❤️

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