Le tre Parche

“…Nona è la Parca che tiene la rocca che tiene la rocca, Decima tesse con abili dita con abili dita, Morta è la terza e sotto a chi tocca io taglio li fili te sconto la vita…”

Quante volte ho canticchiato questa canzone, tratta dalla magistrale commedia teatrale di Gigi Proietti “I sette Re di Roma”. E tu un giorno collegasti le tre Parche romane a tre boss di un videogioco, God of War II, e alle tre orribili vecchie del film Disney Hercules.

Frizzante mente, a leggere la storia anche in un videogame e in una pellicola d’animazione.

Mitologiche figure traslate ai nostri giorni, che pur cambiando abiti e contesto, continuano a rappresentare quello che è il dilemma, dai tempi dei tempi: il senso della vita.

Fato, destino, sorte… Antinomia di sempre, sfaccettature infinite a voler dare un significato, però, più che alla vita alla morte. Concetti astratti, continua ricerca di una chiave di lettura che è impossibile da trovare, se è a tuo figlio che viene scontata la vita.

E, l’unico pensiero che riesce a pendere forma nella mia mente, poco razionale e troppo tormentata, è che il destino, qualunque aspetto o faccia abbia, è stato scorretto, bastardo, malvagio, disonesto, con te, con noi.

Con buona pace delle tre Parche.

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