Verso i tre, senza te

Ho saltato l’appuntamento col ventisette dicembre. Trentadue mesi. Ribadire quello che provo quotidianamente mi sembra superfluo ormai.

Dolore, sofferenza, tristezza, rabbia, disperazione. Questo mi accompagna sempre. Mi ha scortato in questo anno che sta andando via. Mi seguirà per il prossimo, senza soluzione di continuità.

Sopravvivo a tutto quello che succede, che lascio accadere senza interferenza alcuna. In balia di una vita che vivo a metà. Solo per tuo fratello. Da quel ventisette aprile maledetto.

E  le solite frasi di circostanza è meglio evitarle.

Una parte va avanti per tuo fratello, l’altra resta ancorata a quello che di te doveva essere, e che mai più sarà.

Un altro anno se ne è andato, andiamo verso i tre, senza te.

E solo chi vive come me, tra terra e cielo, può capire che è solo un altro calendario da buttare.

E nulla più.

Ynwa vita mia.

Sei riflesso in ogni pallina della foto…una tua foto, quando il Natale era  anche con te

Una risposta a “Verso i tre, senza te”

  1. Niente è superfluo quando tocca il cuore.
    Figuriamoci un dolore così ineguagliabile.
    Stai solo capendo che la conta è quella sì superflua, inutile.
    Ogni giorno porta il suo fardello, che non si alleggerisce, ma noi aumentiamo la resistenza, diventiamo inconsapevolmente più forti, allenati dal dolore.
    In questi giorni certo sembra che il peso aumenti, ma solo perché ci deconcentriamo volendo ritrovare una relativa normalità negli affetti che fortunatamente ancora abbiamo, e a questo ci dobbiamo abituare.
    Dobbiamo avvicinarci alla normalità perduta, concedercela benevolmente.
    Non stiamo tradendo il dolore, gli diamo il giusto peso, quello del fardello che abbiamo sulle spalle, ognuno il suo,
    per i genitori tra terra e cielo il più pesante.
    Allora buon anno, buon cammino, e saremo più forti.❤️

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