Altro anno, per un altro calendario.
Tutto è trascorso in fretta, ovattato sempre dal mio più grande dolore, quello che annienta, che non lascia respiro, e non ti lascia andare.
Azzerato il mio conta giorni, ad avere impressa ormai una sola data, a comandare su tutte.
E invece, a quella se ne è aggiunta un’altra. La tua
Non si dosa il dolore, ma ne esiste uno che annienta tutti gli altri, a rimodularne il peso, senza nulla togliere al nuovo sconforto che sopraggiunge.

