Altro anno, per un altro calendario.

Come vivere la perdita di un figlio condividendo pensieri sensazioni rabbia emozioni e ricordi tra terra e cielo
La solita data di calendario, a riportarmi indietro per rivivere quel giorno che mai una mamma dovrebbe vivere.
È il per sempre senza te che distrugge.
Sei anni e tre mesi, il tempo continua a trascorrere senza te. E tutto sta cambiando, non solo la mia vita.
Ultimo giro di calendario, e taglieremo il nastro dei sei anni.
Ci avviciniamo ai quattro anni. Tanti, ma il tempo trascorso è azzerato da un continuo dolore che cancella il calendario.
Tanti ne sono passati, da quel ventuno maggio duemilaquattro. Oggi, a specchio di calendario.
Ci siamo, abbiamo tagliato anche il nastro dei due anni. E io non me ne sono accorta. Perché la verità è che girano le lancette sull’orologio, scorrono i giorni sul calendario ma io sono ferma a due anni fa.
Sono i mesi trascorsi senza te, a guardare il tempo scorrere indifferente al tuo vuoto. Diciannove sono i fogli strappati dal mio lunario perpetuo.
Sta finendo, vita mia. Questo maledetto anno duemiladiciotto sta finendo. Inutile dissertare su quel che lascia, la tua assenza perpetua e un massacro di vite che restano indifese ad aspettare l’anno che verrà.