quasi otto

 

Tra un mese siamo a otto

Inimmaginabile tempo trascorso con la tua assenza, che non riesco a quantificare.

Gira solo sui calendari che si susseguono, date sterili che battono lo scandire dei giorni trascorsi senza te, ma che lasciano un vuoto temporale che trova il suo peso solo nel dolore, che non mi abbandona.

Reinventarsi è difficile, ci si prova come meglio si può, facendo costantemente i conti con quella tristezza, mista a rabbia, che influenza comunque la mia quotidianità.

Si può andare avanti, si deve andare oltre, ma quando quell’oltre è la perdita di un figlio, anche il semplice respiro complica la quotidianità.

Ynwa, vita mia

Una risposta a “quasi otto”

  1. Quando tutto brucia bisogna strisciare a terra per respirare quel poco d’aria che resta. A volte stare in basso, toccare il fondo è necessario. Quando un figlio va via non puoi far finta che non ti distrugga la vita, devi morire un po anche tu. Poi però arriva il momento che non pensavi potesse accadere. Ti trovi carponi e ti siedi a terra, alzi lo sguardo, non dico a “rimirar le stelle”, ma vedi un po più chiaro sopra di te. La salita è faticosa, impegnativa, a volte si riscivola indietro. Ma dal basso si può solo salire, e spesso scaliamo montagne senza accorgercene. ♥️
    YNWA

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