Quattordici senza te

Un altro mese se ne è andato, scivolando indifferente al mio dolore. Tutto continua, senza colmare quel vuoto, il tuo vuoto. Che esiste, intangibile per gli altri, ma per me maledettamente concreto. Ormai da quattordici mesi.

Perché ti cerco e non ci sei, ti chiamo e non rispondi, ti abbraccio ma non ti tocco. Cantilena di una vita, la mia, a cinguettare la mia sofferenza che cerco di intonare invano.

Musicalità stonata, a tentare di accordarla per sopravvivere alla tua assenza. Ci provo, steccando note e parole. Perché manca l’ispirazione, manca la voglia di canticchiare appieno la vita. Però continuo a pedalare.

Non posso fare diversamente. Non l’ho scelta io questa bicicletta, ma è quella che mi è stata regalata da un destino che si è beffato crudelmente di noi.

Non avevamo tanto, ma avevamo tutto. Tutto quello che ci faceva sognare, cantare, ridere e anche piangere. Ma era il nostro tutto che ci riempiva e ci rendeva felici. E che ora mi manca a togliere il fiato, a troncare le gambe, a bloccare la mente.

Tempo, eccomi di nuovo qui a invocarlo. Nella certezza che solo lui, potrà accordare di nuovo la mia cantilena stonata. Che oggi è scritta solo di quattro parole: mi manchi vita mia.

Una risposta a “Quattordici senza te”

  1. L’ho già detto che questa è la foto che più mi piace, quella che tengo nel cuore e finalmente anche sul comodino.
    C’ho messo un po’ a decidermi di metterla a disposizione del mio sguardo, calamita per i miei occhi, che a volte guardandola sorridono, altre ancora piangono.
    Sorridono quando vedono quelli che salta fuori da questo scatto, che non serve interpretazione per capire quanta vita c’è, e chi ha camminato con Emi sa quanta ne ha ricevuta da lui.
    Invece piangono quando penso al fermo immagine delle nostre vite. Cerchiamo qualcosa che non possiamo più avere, e questo ci logora nell’anima. Ma stiamo pensando a noi…….
    Perché se pensiamo a lui non possiamo che ritrovare questa fotografia, con tutta la sua prepotente espressione di vita regalata a sorrisi, mani che abbracciano, parole trasmesse a voce piena.
    Non ci è dato sapere quanto durerà la nostra vita, ma possiamo sapere come viverla….
    Emiliano ce lo insegna, ancora! ❤️

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